Inquinamento, istruzioni per l’uso

Rispetto a qualche decennio fa, parlare di ambiente, oggi, è diventato più facile e, al tempo stesso, paradossalmente più complesso. Più facile per una crescente sensibilità individuale e una maggiore reattività collettiva – nelle istituzioni e nelle imprese –  sui temi dello sviluppo sostenibile. Più complesso perché ci si è accorti che le politiche per l’ambiente richiedono interventi incrociati e integrati tra tanti diversi settori.

A Milano, in tema ambientale, il dibattito gira perlopiù intorno ad un grande punto (interrogativo, a volte): il contenimento dell’inquinamento atmosferico, un problema che è molto sentito nell’opinione pubblica come hanno dimostrato anche i recenti referendum cittadini dello scorso maggio. Eppure, strano ma vero, la qualità dell’aria è certamente migliore rispetto a quella di cinquanta anni fa, quando il riscaldamento civile era basato sul carbone e nel territorio milanese erano presenti impianti di industria pesante nei settori della siderurgia, della chimica e della metallurgia. Il tema è oggi però ben presente nell’opinione pubblica e sul piano istituzionale perché il moderno sviluppo economico e il maggiore benessere sociale hanno (fortunatamente) posto l’attenzione su problemi ambientali una volta ritenuti marginali.

Se il “cosa” è dunque chiaro, venire a capo del “come” non è affatto facile. Che cosa significa infatti mettere in campo  un’ambiziosa strategia politica per l’ambiente? Solo alcune idee:

–      ricercare un approccio multi-obiettivo, che coniughi – per esempio – il rispetto dell’ambiente naturale, la tutela del patrimonio artistico-culturale e l’impegno per contenere l’emissione di gas serra che provocano l’alterazione del clima.

–      Collocare gli interventi in una scala temporale realistica definendo criteri e scadenze per la verifica di risultati, allo scopo di evitare lo “short-termismo” tipico di una politica che non sa guardare lontano.    

–       Lavorare su tutti i piani istituzionali in maniera integrata: collaborazione tra i diversi livelli di governo locale; armonizzazione delle politiche locali con le politiche comunitarie; concependo gli interventi secondo una logica sovra-comunale – se non sovra-regionale – poiché la dimensione locale non è adeguata  alla risoluzione di alcuni problemi ambientali importanti.

Perché in fondo quello del territorio e della qualità della vita -in una parola “l’ambiente”- è il tema più locale di tutti…ma è anche quello più sbagliato da affrontare in maniera localistica.

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