Nuovi modi di vivere in comunità

La città sostenibile del 2030 è una città che ripensa al modo di abitare in risposta ai cambiamenti demografici e, in più in generale, ai mutamenti della società.

Nel dibattito sul tema si affaccia un’ipotesi radicale: cancellare l’immaginario degli appartamenti; appartamento vuol dire infatti separazione. Pensare quindi alla casa non come qualcosa di separato dal resto ma come un luogo nel quale, garantito lo spazio dell’intimità, vi siano spazi aperti, nei quali si formino legami e si soddisfino maggiormente le esigenze di socialità.

Milano è stata la prima città in Italia ad intraprendere percorsi di questo tipo e a sperimentare modalità abitative volte a condividere spazi e servizi pur mantenendo la propria abitazione privata: pannelli fotovoltaici per risparmiare sulle bollette di acqua e luce, banca del tempo per garantirsi baby sitters gratis, palestre e piscine, orti per coltivare verdure bio.

Tutto questo è il cohousing, un modo diverso di concepire l’abitare che inizia a farsi strada e interessa soprattutto i più giovani. Riproducendo e reinventando modelli collaborativi del passato, risponde a un bisogno di fare comunità che ad oggi il mercato valorizza poco ma che in futuro potrà rappresentare un’importante opportunità.

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