Milano e Torino: solo un MITO?

Siamo in piena quinta edizione del Festival MiTo, una rodata macchina culturale che da anni impegna Milano e Torino all’insegna dell’appeal urbano e della carica creativa. E che si rivela anno dopo anno un successo. Viene quindi spontaneo chiedersi: l’asse Milano-Torino può ritenersi di fatto un’alleanza definitiva e compiuta o è semplicemente costellata da isolati casi virtuosi? 

Guardiamo ai fatti. Milano e Torino sono stati i due fuochi principali del cosiddetto “triangolo industriale” italiano, quello che dagli anni ’50 ai ’90 ha polarizzato in tre regioni su venti il cinquanta per cento della ricchezza del Paese. Oggi il triangolo industriale si è dissolto e un modello alternativo non si è ancora sostituito, ma restano delle straordinarie condizioni di base. Lungo l’asse MI-TO si crea il 15% del PIL italianoun quinto dell’export nazionale, esiste un fondamentale capitale di ricerca e sviluppo, ci sono 730.000 imprese che danno lavoro a 2,7 milioni di addetti solo nei settori dell’industria e servizi e che attraggono una forza lavoro dall’esterno nella misura di 228.000 nuovi residenti in 4 anni.

Certamente su questi numeri pesa, e molto, l’avere a disposizione dal 2009 un corridoio infrastrutturale unico in Italia, la linea ad Alta Velocità, che non è solo uno strumento destinato a giovare alle élite metropolitane (alta formazione, consulenza specializzata, settore del credito e della comunicazione) per lo più isolate rispetto all’ampio bacino dei potenziali fruitori e alle realtà produttive insediate sul territorio.

Per questo rimane un passaggio “culturale” importante da fare. Sarebbe bello pensare ad un continuum Milano-Torino, più che ad un asse che polarizza le distanze tra i due capoluoghi.  Un investimento di questo tipo andrebbe a diretto beneficio di tutti quei campi di applicazione che si rivelano promettenti: la formazione universitaria, il sistema del turismo, le attività fieristiche e congressuali, il terziario culturale e artistico. E, naturalmente, i grandi eventi e la loro portata in chiave di attrattività urbana e qualità della vita, come il Festival musicale che si svolge in questi giorni, frutto di una recente attenzione alle potenzialità di un binomio come quello tra le due città.

In passato, infatti, Torino e Milano si mettevano in una posizione di competizione reciproca, rincorrendo la stessa ambizione di essere “città totali”, industriali e terziarie allo stesso tempo. Oggi la chiave è la complementarietà, secondo le logiche della competizione globale. Bisogna attrarre i flussi, creare le reti, lavorare sul territorio in una prospettiva nuova e allargata: perchè questa alleanza tra Milano e Torino non diventi un rudere “mitologico” dell’era industriale, ma un progetto di alleanza moderno e unico nel suo genere. Un progetto capace di futuro.

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One response to this post.

  1. Posted by Elisa on 2 ottobre 2011 at 10:04 PM

    Sull’asse MITO pesa, e molto, l’alta velocità che congiunge i due capoluoghi.

    E pesa, in ottica transnazionale, la questione del TAV Torino-Lione.

    Per alcuni spunti di riflessione:

    http://vocifero.it/2011/09/25/no-tav-no-party/

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