Il desiderio (in)visibile di Milano

“è inutile stabilire se Zenobia sia da classificare tra le città felici o tra quelle infelici. Non è in queste due specie che ha senso dividere le città, ma in altre due: quelle che continuano attraverso gli anni e le mutazioni a dare la loro forma ai desideri e quelle in cui i desideri o riescono a cancellare la città o ne sono cancellati” (Italo Calvino, Le città invisibili)
 
 

Milano ha desiderato nel tempo essere “capitale morale” e “capitale economica”, ha voluto dimostrarsi capitale della moda e del design, dei talenti e della ricerca, una città internazionale ponte del Mediterraneo, ha costituito una meta desiderata per molti e un passaggio obbligato per tanti.

Siamo in un momento difficilissimo. E -non solo a Milano- sembra superfluo pensare ai “desideri”, all’anima di una città; sembra impossibile guardare al domani e figuriamoci al 2030. Oggi Claudio Schirinzi sul Corriere di Milano ha scritto che la “coperta” del bilancio comunale e delle possibilità collettive è ormai cortissima. Mentre la lista delle necessità è invece decisamente troppo lunga.

E’ forse tuttavia proprio questo  il momento di gettare il cuore e lo sguardo più in là. E’ il momento di fare i conti col bilancio del prossimo anno, con l’Europa, con il federalismo e tutto il resto, trovando però il coraggio di fare le cose che serviranno sul serio nel 2030. Non è vero che nell’emergenza non si ha la possibilità di pensare al futuro, perchè a volte è proprio l’emergenza che ci dà il coraggio di costruirlo. Ognuno per la sua parte e tutti assieme.

Per ricordarcelo, postiamo un documentario su un cortometraggio dell’anno scorso (dedicato ai 25 anni dalla scomparsa di Italo Calvino e alla nostra città) che vale la pena di riguardare fino in fondo.

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2 responses to this post.

  1. Posted by corrado on 3 novembre 2011 at 7:11 PM

    ogni commento all’editoriale sarebbe superfluo! riprendo solo una frase indirizzata a tutti ma in particolare a noi che nel 2030 lavoreremo ancora: “è il momento di gettare il cuore e lo sguardo più in là….”.
    quindi giovani a noi la palla….. o meglio tiramola fuori sta “palla”!

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  2. il tema delle città felici mi ha fatto venire in mente questa notizia: http://www.repubblica.it/esteri/2011/11/01/news/cameron-24239502/

    Il primo ministro David Cameron ha deciso di lanciare un “sondaggio sulla felicità”, con una lista di dieci domande da inviare a tutti gli abitanti del Regno Unito per misurarne per l’appunto “l’indice della felicità”.

    Siete soddisfatti della vostra vita? Siete soddisfatti di vostra moglie (o di vostro marito)? Come giudicate la vostra salute fisica e mentale? Avete un lavoro e ne siete soddisfatti? Siete contenti di vivere nel vostro quartiere e avete paura del crimine? Siete soddisfatti del vostro salario? Avete ricevuto una buona istruzione? Vi fidate dei politici nazionali e locali? Queste sono le principali domande del sondaggio, cui se ne aggiungono altre sullo stato dell’economia e dell’inquinamento, le cui risposte provengono dalle statistiche ufficiali.

    Cameron, accogliendo le raccomandazioni di due premi Nobel per l’Economia (Joseph Stiglitz e Amartya Sen), è convinto che il progresso di un paese non si misura soltanto in termini di prodotto interno lordo e tasso di disoccupazione, bensì anche su come e quanto i cittadini sono in grado di godersi la vita.

    Un tema per un prossimo sondaggio della Camera?

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