Gente che va, gente che torna. Gente che viene, gente che resta

Il Belpaese – si dice – “è tutta un’altra cosa”. Eppure questo non basta (per ora) a trattenere i giovani talenti dal cercar fortuna altrove, né a convincerli poi a ritornare, né aiuta troppo i newcomers a restare. Il fenomeno della “fuga dei talenti” non ha risparmiato negli anni nemmeno la città di Milano, dove, più che altrove, con 7 università, centri di ricerca, alte scuole di eccellenza, tantissime imprese, ci si aspetterebbe di vedere soddisfatti i sogni dei “giovani, bravi e meritevoli”. 

 A livello di policy making nei mesi scorsi si è letta qualche buona proposta per contrastare il flusso di cervelli in uscita e favorirne il rientro (prima fra tutti, un taglio del 75% all’Irpef garantito per tre anni ai cervelli under 42 che tornano a lavorare in Italia).

 Ma  prima di rischiare di “saltare” una generazione a pié pari è assolutamente necessario – forse soprattutto alla luce di questa crisi – passare ai fatti.

Primo: capire quali sono le dimensioni del fenomeno. Questo l’obiettivo che si è posto il Comune di Milano con il progetto Welcome Talent, dando avvio al censimento dei talenti milanesi e italiani emigrati all’estero o rientrati in Italia (in concomitanza con il censimento Istat 2011) che si propone di favorire, inoltre, proprio l’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro. Perché la certezza di un posto di lavoro, magari redditizio e gratificante, insieme allo snellimento della burocrazia all’italiana, sono le esigenze da cui partire. 

 Secondo: il problema casa e sistemazione. Su questo tema sta lavorando la Camera di Commercio di Milano, con un progetto destinato all’attrazione di artisti e creativi stranieri, in considerazione delle ricadute positive sul territorio in termini di indotto economico, attrattività turistica, sviluppo di nuova imprenditorialità, contaminazione con i settori produttivi e industriali più sensibili all’influsso della creatività.

 Una prima azione è già partita e guarda all’Expo: si tratta del Global Art Programme, che prevede 15 scambi di residenze fra i paesi partecipanti all’evento del 2015 rivolti ad artisti under 35 che, tramite apposito bando, produrranno un’opera d’arte a Milano disponendo di una residenza fisica ed artistica.

E altre due iniziative sono in cantiere: un programma di residenze in azienda per creativi giovani e di talento individuati sulla base delle esigenze delle imprese coinvolte; ed un programma per giovani imprenditori che intendono incubare e sviluppare una business cultural idea a Milano.

Primi passi, molti altri se ne possono fare: per i giovani ci vuole immaginazione.

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