Form follows function

“Form follows function”: la forma segue la funzione. E’ un principio associato con l’architettura moderna e design industriale nel 20° secolo, secondo cui la forma di un edificio o di un oggetto deve essere basata principalmente sulla sua funzione desiderata o scopo. Lo diciamo in inglese perchè ci siamo fatti un giro alla Google di Dublino, che lì ha creato una struttura innovativa  e funzionale, calamita di giovani da tutto il mondo.

Google, il motore di ricerca più popolare del globo, prosegue l’espansione della sua base europea a Dublino: lazienda al momento impiega già diverse migliaia di persone nella propria sede di Barrow Street, Dublin 4. Per Google, chiaramente, “innovazione” è  la parola d’ordine. Per chi vuole lavorare nel punto di intersezione della tecnologia e dei media, Google offre un ambiente stimolante in cui non possono esistere due giorni uguali, dove la monotonia non è contemplata e dove estro, creatività e futuro sono le tre parole chiave.

In Barrow Street si trovano uffici a tema e spazi comuni che sono veri e proprio “centri di pensiero” dove le idee vengono messe a fattor comune; e poi ancora luoghi di svago e relax dove il dipendente può trovare risposte stimolanti anche al di fuori dell’ordinaria attività lavorativa. Un esempio concreto? Piani a tema:  foresta, spiaggia, cielo, e pub all’interno delle quali ci sono divani confortevoli, prati sintetici, altalene, bar, lampade di ultima generazione e altri moltissimi accessori che rendono piacevole il contesto e meno stressante il posto di lavoro. Tutto ciò nell’ottica di abbellire l’ambiente ma soprattutto di stimolare i tanti, tantissimi giovani di tutto il mondo a produrre di più e nel modo più agiato possibile.

E’ vero quindi che gli ambienti in cui viviamo influenzano i nostri comportamenti e che la stessa abilità o capacità del singolo può essere fortemente e significativamente influenzata da dei piccoli confort che l’ambiente mette a disposizione. E’ un principio da tenere chiaro in mente per costruire la Milano del futuro: il bello, l’innovativo, lo stimolante, il funzionale, a volte anche il superfluo, possono rendere più competitivo quello che viene fatto e prodotto.  Con un monito: è importante anche non dimenticare le tradizioni e i valori fondanti della nostra cultura e considerare la globalizzazione non come una nuova era che cancella il passato bensì come un altro strumento utile per costruire il futuro. Googleizziamoci restando noi stessi.

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One response to this post.

  1. Posted by roberto on 15 marzo 2012 at 9:28 AM

    interessante e sarebbe auspicabile che anche le aziende italiane inizino questo processo.

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