L’antica leggenda dell’affitto milanese

Tipica conversazione da autobus milanese tra due ragazzi sulla trentina, ovvero “il mito degli affitti proibitivi a Milano”: “Hai trovato casa?”. ” Bhe, in giro c’è tanta offerta, ma con quello che mi chiedono di affitto… se solo avessi una base mi farei tranquillamente un mutuo e me la comprerei la casa… quasi quasi chiedo ai miei”.

E invece, secondo un’elaborazione della Camera di commercio di Milano attraverso il Lab MiM su dati statistici internazionali relativi al 2011, in un’ottica europea affittare casa a Milano è meno caro: su 32 grandi centri europei, Milano si piazza al 23° posto della classifica (dove al vertice, per intendersi, ci sono i più cari). Solo nove grandi città risultano più convenienti. E il capoluogo lombardo continua a guadagnare in competitività, a causa di una variazione dei prezzi delle locazioni meno accentuata in termini relativi rispetto alle altre città: nel 2010 era al 22° posto e nel 2009 era al 20° (-5 posizioni in 2 anni).

Roma si conferma quindi più cara di Milano, posizionandosi al 15° posto tra le città europee; ponendo gli affitti di Milano pari a 100, il costo medio a Roma sale a 120 (era 126 un anno fa). In Europa sempre prima (e, fortunatamente, inarrivabile) Londra, con un indice dei costi pari a quasi cinque volte quello di Milano (457). Ma anche Parigi non scherza, con un indice di 222. Seguono due città svizzere: Ginevra (163) e Zurigo (161). La città europea più economica per le locazioni si conferma anche nel 2001 Lione (52). Milano in Europa sale al 21° posto se consideriamo i prezzi degli affitti degli appartamenti medi, mentre è 20° per gli appartamenti di lusso. Il capoluogo lombardo guadagna di competitività anche a livello globale: si posiziona infatti nella seconda metà della classifica, al 60° posto. Tra le città considerate, la più cara per gli affitti nel mondo risulta Hong Kong (con un indice pari a ben 677: sette volte più cara di Milano), seguita da Londra (457) e da Tokyo (401) che precede di poco Mosca (400).

 Certo, però, che un paio di precisazioni meritano di essere fatte: non è che i milanesi da dentetori della sobrietà ambrosiana siano diventati i paranoici piangina degli affitti. Innanzitutto queste classifiche si riferiscono in genere ad appartamenti situati in zone centrali e non periferiche, quindi appartamenti di fascia medio alta;  e in una città moderna fa tutta la differenza come sono servite dai mezzi pubblici le zone non proprio centrali. A Londra ci sono 12 linee della metropolitana, tanto per intenderci. Secondo, poi, un argomento non indifferente sono il livello degli stipendi (che come si sa in Italia non brilla rispetto agli altri Paesi europei) nonchè il supporto del fisco e del welfare al costo della vita (agevolazioni giovani coppie, sgravi fiscali, costo degli asili nidi, etc…).

Ma nonostante questa doverosa premessa, è bene sapere che il mercato degli affitti meneghino sta sperimentando una discesa costante e significativa. Nella seconda metà del 2011, ad esempio, il canone medio dei trilocali è diminuito di oltre il 5% e rispetto ai costi ci si attesta su valori medi annui di 170 euro al metro quadro in centro, 138 euro nei Bastioni, 80 euro in circonvallazione, e 73 euro in periferia. Siamo ancora lontani dal poter considerare Milano una vera e propria “meta low cost”, ma forse è il momento di cambiare casa o ricontrattare l’affitto!

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