Più ricchi in uno swap

Godersi la vita senza rinunciare a nulla; indossare abiti alla moda o arredare la casa con oggetti di design: è il gusto di un nuovo edonismo sostenibile,che,paradossalmente, proprio a causa della crisi dell’economia mondiale, ha assunto un ruolo ancor più importante nella vita di molte persone, decise a sganciarsi dalla logica del potere di acquisto e intraprendere la strada del “tutto è possibile”.

E’ un ritorno al passato, la rinascita, anche in Italia, degli swap party, appuntamenti tutti al femminile dove ci si scambiano accessori, abbigliamento ma anche oggetti,  case, mobili, nella logica secondo cui “tutto è mio ma è anche tuo”. Così nessuno nessuno resta insoddisfatto. Negli swap party non è più il denaro la merce di scambio, bensì abiti, scarpe, borse, insomma oggetti di ogni tipo. Lo scambio avviene in maniera piuttosto semplice: i partecipanti si dispongono in cerchio e in senso orario presentano la loro merce, un oggetto alla volta. Dopo di che cominciano le operazioni di scambio. Capita anche che la “merce” venga catalogata per valore economico, contrassegnandola con cartellini di diverso colore, in genere post-it molto artigianali. Condizione essenziale: l’elevata qualità e l’ottima fattura degli oggetti di scambio, che devono essere in ottimo stato se non nuovi o mai usati. Ed è anche un’occasione per socializzare, condividendo valori, oggetti, idee, tempo e  divertimento.

Lo swap è un trend che nel baratto non esaurisce certo le potenzialità del commercio ed è quasi più “un gioco” che un’attività economica tout court. Ma può essere sperimentato su altri ambiti con risultati (anche imprenditoriali) sorprendenti. Basti pensare alle potenzialità dello swap nello scambio di idee, saperi e valori comuni da condividere e perché no, di professioni. Basti pensare a momenti di incontro più o meno informali, tra professionisti di diversi ambiti che possono offrir ottimi spunti per nuove idee imprenditoriale: veloci turnover per scambiare informazioni essenziali e intuire sinergie. Lo scopo è “fare rete”, unire le forze, incentivare la collaborazione e il “gioco di squadra”: può essere la sfida del futuro per “fabbricare” nuove idee e creare progetti innovativi utili anche a contrastare la crisi. (Ed è questo lo spirito anche delle Business Hour Camera di commercio, la prossima, 10 aprile, dedicata ai new media e alla comunicazione digitale).

Se non è possibile far circolare troppe monete lo si può fare con le idee, con i valori e con le competenze che ci appartengono e che tutti possono condividere. Fare swap in questo caso aiuta non solo ad ottenere qualche oggetto desiderato, ma anche nuove opportunità anche dal punto di vista professionale. E magari ci può far sentire  tutti un po’ più “ricchi”.

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