MOBIBIC di Dario Colombo

Essendoci caro il tema della mobilità urbana e della partecipazione, ospitiamo con piacere questo post che ci ha mandato Dario Colombo, uno dei ragazzi che hanno presentato le loro proposte al Traffic Camp dello scorso 17 marzo. Nella sua tesi di laurea, Dario si è inventato un vero e proprio indice di ciclabilità, “per gli amici” MOBIBIC e ce lo racconta così.

Il mio lavoro qui di seguito presentato nasce dalla convinzione che qualsiasi ragionamento in merito allo sviluppo della mobilità ciclistica debba essere affiancato da una reale conoscenza del comportamento assunto dai ciclisti nei confronti delle infrastrutture e degli altri utenti della strada.

Questo permette infatti di valutare la rete stradale milanese secondo il loro punto di vista: una volta capito secondo quali regole il ciclista valuta l’infrastruttura (sia essa un semplice tratto stradale o un’intersezione) è possibile quindi individuare il percorso che con maggiore probabilità verrà scelto dal ciclista per raggiungere la destinazione desiderata.

Il lavoro di tesi realizzato prende in considerazione il reale punto di vista dei ciclisti per un semplice motivo: è stato realizzato dai ciclisti stessi! Infatti esso si basa sulla realizzazione di un questionario on-line (MOBIBIC) rivolto ai ciclisti milanesi in cui venivano proposti diversi filmati riguardanti strade ed intersezioni. Al termine della visione di ogni filmato veniva chiesto di valutare la ciclabilità percepita con un indice da A (condizione migliore, ottima sicurezza e comodità) ad F (condizione peggiore, pessima sicurezza e comodità).

In seguito, in base alle risposte date durante il questionario, venivano identificate le caratteristiche delle strade e delle intersezioni che influivano maggiormente sulla percezione della ciclabilità da parte del ciclista. Una volta individuati, questi parametri sono stati inseriti all’interno di modelli matematici per poter stimare i livelli di ciclabilità per l’intera rete di Milano. È stato possibile quindi realizzare un software in grado di individuare il percorso scelto dal ciclista con un’ottima precisione (proprio perché i dati di origine sono stati forniti dai ciclisti stessi durante il questionario MOBIBIC).

L’utilizzo congiunto del livello di ciclabilità percepito e del percorso scelto dal ciclista permette inoltre di individuare quei tratti stradali o intersezioni in cui eventuali interventi migliorativi siano visti come tali dai ciclisti e possano portare ad un incremento del flusso ciclistico in condizioni di sicurezza. Ciò verrebbe visto dai ciclisti stessi come un forte segno di trasparenza nella gestione della “cosa pubblica”, argomento assai caro in questo periodo di “ristrettezze economiche”!

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