La cura in 6 fasi all’asfaltite acuta (parte I)

 Il “dottore della città” oggi propone una cura alla malattia più diagnosticata alla nostra amata Milano: la mancanza di spazi verdi.

Senza quasi saperlo, senza dover spendere centinaia di milioni di euro in vie d’acqua o simili e senza dover scappare a fare i turisti all’estero, abbiamo a 15 minuti da piazza Duomo il più grande parco del mondo: il Parco orbitale.

Un’orbita di verde che circonda Milano, muovendosi tra la circonvallazione esterna e la tangenziale in media a 5 km dal Duomo e nel pieno centro dell’area metropolitana, grande 30 volte il parco Sempione e fatta di aree verdi agricole, prati, giardini, parchi, orti, ville e cascine che attraversano gli ex corpi santi e i piccoli comuni annessi negli anni ’20.

Un’orbita che da lontano appare densa e continua, ma nella realtà si rivela un susseguirsi talora frammentato di aree verdi, in parte percorribili grazie a collegamenti (ciclabili e pedonali) già esistenti, in parte isolate ma integrabili in un’ottica di progettualità futura.

 Quello di oggi è un invito a cogliere le potenzialità del nostro territorio – passando da una migliore qualità della vita e da una conoscenza  più approfondita del luogo in cui viviamo, guardandolo con occhi nuovi – a partire da un’idea che ho consolidato e studiato negli ultimi 8 anni e che voglio rilanciare da “dottore della città” grazie al blog PubblicaMente Milano 2030.

Percorriamo insieme il più grande parco del mondo, a Milano.

Prima tappa: Lorenteggio-Villapizzone

Si attraversa una delle aree storicamente più verdi di Milano, per la presenza di un sistema di aree attrezzate o semplicemente non urbanizzate nel cuore della prima periferia del comune. Le tipologie di verde che si incontrano sono diverse: i parchi urbani creati nel dopoguerra e fino agli anni ’70 a servizio dei quartieri dormitorio delle nuove immigrazioni operaie (Parco Ciclamini-Berna, Parco di Trenno, Verde del q.re Gallaratese, Lampugnano, Collecchio e Forze Armate); il verde di servizio delle trasformazioni urbanistiche (Monte Stella, costruito con i resti dei bombardamenti del 1943-45 a completamento del progetto del QT8); il verde di cintura protetto dal Parco Sud e recentemente attrezzato (Parco delle Cave, Bosco In città, Sentieri Interrotti); i parchi storici (Il Parco ex Campo dei Fiori, sui resti del villaggio giardino per reduci della I guerra mondiale, il verde dei Quartieri operai di P.zza Prealpi); i parchi frutto di scomputi urbanistici o di recenti Piani di Riqualificazione Urbana o Piani Integrati di Intervento (Parco del Cardellino, Nuovo Parco Portello, Parco World Jewellery Center); i parchi recuperati su aree di confine sottoutilizzate (Parco Annarumma).

Alcuni dei quartieri attraversati sono ricchi di storia e tradizioni, essendo stati comuni o “corpi santi” inclusi nel perimetro di Milano negli anni ’20 (Quarto Cagnino, Baggio, Trenno, Bovisa). Altri sono nati come quartieri dormitorio o sedi di fabbriche nel dopoguerra (Lorenteggio, Gallaratese, Portello, Ghisolfa).

Sono presenti alcune cascine (Sellamare, Linterno, Caldera, Cassinetta, Cottica), un cavalcavia ciclabile su Via Novara, e alcuni centri sportivi/locali (tra gli altri, Centro Colombo, Piscina Cardellino, Harbour Club, Ondanomala, XXV Aprile).

Seconda tappa: Villapizzone-Melchiorre Gioia

Si attraversa il nord di Milano, una delle aree più densamente popolate del mondo, ma anche inaspettatamente ricchissima di verde e di storia.

Il verde nasce e si sviluppa su presupposti diversi, ma simili a quelli che valgono per la prima tappa del giro orbitale. Anche qui troviamo, infatti, le aree verdi nate intorno ai quartieri abitati dalle nuove comunità di operai a partire dagli anni ’50 (Parco Bruzzano, Parco delle Fiabe, Verde e orti di Villapizzone-Palizzi); quelle scaturite dalle recenti trasformazioni urbanistiche (Collina dei Ciliegi, costruito con il materiale di scarto del progetto Bicocca); il verde intercomunale (Parco Nord); i parchi storici (Parco del Paolo Pini, Parco della Villa Litta, Parco della Villa Sheiber recentemente restaurato con i fondi UE); ancora, i parchi frutto di scomputi urbanistici o di recenti Piani di Riqualificazione Urbana o Piani Integrati di Intervento (Parco Certosa) e i parchi recuperati su ex aree di risulta non utilizzate (Parco Cassina de’Pomm, Pioppeto di Bovisasca).

Come per la prima tappa, in alcuni quartieri si respirano storia e tradizioni dell’area urbana milanese (Greco, Quarto Oggiaro, Bovisasca, Affori, Bruzzano); altri si sono sviluppati nel dopoguerra in corrispondenza di quartieri dormitorio di prossimità delle fabbriche (Bicocca, Villapizzone, Riguarda, Segnano).

E anche qui troviamo cascine (de’Prati, Isola Nuova), un cavalcavia ciclabile su viale Fermi e uno in progetto su viale Sarca-Testi, alcuni centri commerciali e sportivi (Metropolis, 24 Sport village…).

Terza tappa: Melchiorre Gioia – Forlanini

Si attraversa la cosiddetta “città lineare est”, storicamente condizionata nel suo sviluppo dal tracciato ferroviario, dalla tangenziale est e dal fiume Lambro.

Stesso discorso per l’origine delle aree verdi nella zona…

Ovvero: i parchi urbani creati nel dopoguerra a servizio dei quartieri dormitorio  (Parco Martesana, Parco Lambro, Parco Forlanini, Verde del Quartiere Feltre, di Via Civitavecchia); i parchi storici (Parco di Villa Finzi, Parco Ex Trotter); i parchi nati dai piani di sviluppo urbano recenti e meno recenti (Parco Innocenti-Maserati); i parchi recuperati su aree dismesse (Parco Cassina de’Pomm, Pioppeto di Bovisasca).

… e per la configurazione dei quartieri che vi si trovano: storia e tradizioni a  Greco, Quarto Oggiaro, Bovisasca, Affori, Bruzzano; genesi industriale a Bicocca, Villapizzone, Riguarda, Segnano.

Molte sono le cascine lungo la città lineare est (dei Quadri, S.Gregorio vecchio e nuovo, Melghera, Bosco, Molino del Dosso, Casone, Cavriana, S.Ambrogio con i resti di un pregevole abside romanico, Canadese, Casanova, Molino Composta, Salesina), e anche qui si può disporre di un cavalcavia ciclabile, sotto viale Palmanova, e di alcuni centri commerciali, culturali e sportivi (Spazio Cargo, Media World, Esselunga, Saini, Schuster, ex Faima…).

 Piaciuto il giretto? Altre 3 tappe (da domani, non bisogna esagerare!) e l’asfaltite sarà un lontano ricordo.

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