La cura in 6 fasi all’asfaltite acuta (parte II)

A Milano, in modo del tutto ignoto ai più, possiamo contare su uno dei parchi più grandi del mondo.

Percorse le prime tre tappe, riprendiamo il giro da dove lo abbiamo lasciato.

Quarta tappa: Forlanini–Corvetto

Si attraversa uno dei poli a più alto potenziale strategico e progettuale di Milano, ricco di aree dismesse o in via di dismissione (Ortomercato, Santa Giulia, Porto di Mare), di nodi modali (la futura stazione di porta dell’alta velocità di Rogoredo verso Bologna e Roma), di presenze storiche (L’abbazia di Chiaravalle) e di importanti funzioni di servizio (il depuratore di Nosedo, l’aeroporto di Linate, il C.A.M.M).

Il verde, qui come nelle prime 3 arterie del parco orbitale, è scaturito da circostanze diverse: si trovano i parchi voluti a partire dal dopoguerra per servire i quartieri operai di nuova edificazione (Verde Quartiere Forlanini, Parco Gallo, Parco Cassinis, Verde Quartiere Mazzini e Taliedo); i parchi storici (Parco Monluè, tratto del Parco Sud nei pressi di Chiaravalle); i parchi frutto dei piani urbanistici via via improntati (Parco Norico, Parco Santa Giulia); i parchi recuperati o da recuperare sulle aree attualmente dismesse (Parco Nosedo, Cittadella dello Sport).

Alcuni dei quartieri attraversati parlano di storia e di tradizioni, essendo stati dei comuni o dei “corpi santi” inclusi nel comune di Milano negli anni ’20 (Monluè, Chiaravalle, Nosedo); altri sono nati dal boom industriale del dopoguerra (Taliedo, Rogoredo, Morsenchio, Forlanini, Corvetto).

Immancabili sono nell’area le cascine (Monluè, Marezzate, Carpana, San Bernardo, Gerla, Grande, Nosedo) e si può contare su un cavalcavia ciclabile – su viale Forlanini e sotto S.Arialdo – e su alcuni centri sportivi (Benacossi).

Quinta tappa: Corvetto-Famagosta

Si attraversa il “profondo sud” di Milano, l’area storicamente meno urbanizzata e a vocazione agricola del nostro comune (oggi in parte conservata dalla forte presenza del Parco Sud) dove oggi i quartieri sono soprattutto popolari e dormitorio.

Di nuovo, il verde in quest’area si è sviluppato per ragioni diverse. Intervengono anche qui le trasformazioni urbanistiche legate alla realizzazione di quartieri prettamente operai dagli anni ’50 agli anni ’70 (Verde del Quartiere Vicentino, del q.re Terrazze, del q.re San Ambrogio, del Gratosoglio, di Case Nuove, del q.re Torretta), alla messa in atto dei piani di riqualificazione urbana (Parco Ticinello, Parco Caimera), al recupero di aree dismesse o sotto utilizzate (Parco Conca Fallata, Orti di Via Valla, Parco Ortles, Vaiano Valle, Selcasule).

I quartieri che conservano tradizioni di altri tempi sono quelli del Vigentino e della Chiesa Rossa. Altrove si percepisce ancora come l’edilizia pubblica e privata si sia sviluppata in funzione della configurazione industriale voluta dal dopoguerra  (Stadera, Gratosoglio, Case Nuove, Conca Fallata, Torretta).

Qui le cascine sono ancor più numerose per la presenza del parco agricolo sud Milano, che fa del nostro comune il secondo in Italia per produzione di cereali e di latte (Valle, Visconta, Selcasule, Grandina, Campazzo, Campazzino, Cascinette, Giaggioli, Santa Croce, Caimera, Molino della Polvere, Monterobbio). Unico ponte ciclabile si trova sul Naviglio Pavese.

Sesta tappa: Famagosta-Lorenteggio

Partendo dalla nuova piazza Maggi pedonalizzata, si attraversa in gran parte la sezione più vasta del Parco Sud all’interno del comune di Milano per giungere attraverso il nuovo cavalcavia Giordani nell’area recentemente riqualificata di Bisceglie.

Qui come altrove si incontrano diverse tipologie di verde: i parchi urbani creati nel dopoguerra e fino agli anni ’70 a servizio dei quartieri dormitorio delle nuove immigrazioni operaie (Parco Teramo, Verde del q.re Sant’Ambrogio); i parchi frutto di scomputi urbanistici o di recenti Piani di Riqualificazione Urbana o Piani Integrati di Intervento (Parco Lineare Bisceglie, ); i parchi recuperati o da recuperare su ex aree di risulta non utilizzate (Parco La Spezia, Parco Fontanili).

Alcuni dei quartieri attraversati sono ricchi di storia e tradizioni, essendo tuttora comuni autonomi (Corsico, Robbiolo, Assago); altri sono nati come quartieri dormitorio o sedi di fabbriche nel dopoguerra (Barona, Boffalora, Restocco, Ronchetto sul Naviglio).

Sono presenti numerose cascine, alcuni mulini e fornaci per la produzione di ceramica (Boffalora, I tre Castelli, Molino di sotto e di sopra, Montalbano, Molino Doppio, Fornace S.Marcaccio, S. Marchetto, S.Marcaccio, S.Marco, Cascinetta, Garegnano), un ponte con pista ciclabile sul naviglio grande, alcuni centri commerciali e sportivi (Centro Greppi, Esselunga), l’ospedale San Paolo e il collegio universitario di Milano.

Dunque, mai più un weekend a Milano senza verde!

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4 responses to this post.

  1. Posted by calabria on 12 aprile 2012 at 12:20 PM

    ciao ragazzi, mi piacerebbe darvi una mano sul tema, rispetto al quale siamo molto sensibili. Come possiamo aiutarvi? un grande saluto!

    Rispondi

  2. Ciao ! scrivici pure all’indirizzo pubblicamentemilano2030@gmail.com ! a presto

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  3. Posted by viola on 16 aprile 2012 at 11:33 PM

    Ciao, sono nata a Rogoredo e vivo ora a Santa Giulia, ciclista da sempre. Come chiamare un parco il Forlanini-Corvetto? Ad eccezione del parco Forlanini, il resto sono brandelli di verde, la maggior parte non agibile e popolato di nomadi e clandestini (vedi ex discarica di Porto di Mare). Il promesso parco di Santa Giulia è completamente recintato, crescono solo sterpi, così come la zona tra Santa Giuia e Monlue. Intorno alla stazione di Rogoredo, ci sono vaste aree edificabili abbandonate a loro stesse. C’è pure una cascina diroccata, anch’essa clandestinamente abitata. E la ciclabile che avrebbe dovuto occupare la linea ferroviaria dismessa tra Rogoredo e Chiaravalle? Il Comune dovrebbe chiarirsi le idee sulle destinazioni di uso ed eventualmente lasciare ai quartieri la facoltà di piantumare zono abbandonate o in cui non sono previste edificazioni a breve. Da ultimo: perchè non esiste una ciclabile tra il Forlanini e l’Idroscalo?

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    • Posted by Giacomo Biraghi on 18 aprile 2012 at 4:37 PM

      Carissima, ti invito ad una biciclettata intorno al parco orbitale, la straorbitale, per vedere con me quanto é bella milano! Poi c’é tanto da migliorare, ma avere il parco pubblico piú grande del mondo credo che sia un bel vanto! Giacomo Biraghi bira@me.com

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