Casa (non tanto) dolce casa e l’Imu

Ce l’hanno detto in tutte le salse: l’IMU, o meglio “l’effetto IMU”, potrebbe deprimere in maniera importante  i prezzi degli immobili.

A mettere in guardia è stata in primis la dichiarazione del direttore del Censis Giuseppe Roma,  secondo cui l’anno  2012 sarà un anno difficile per il mercato immobiliare ed è prevedibile un  calo dei prezzi del 20%, che in qualche caso potrebbe arrivare anche al 50%. Inoltre, sempre secondo il direttore generale: «redditi fermi e risparmio in flessione, potrebbero costringere la famiglie a mettere in vendita le seconde case, le più colpite dalla nuova tassa»

 Se poi associamo l’effetto IMU:

  • alle difficoltà per le famiglie nell’accesso al credito, in quanto le banche sono sempre meno disposte a concedere mutui,
  • alla notizia dell’Agenzia delle Entrate secondo cui 10 milione di case vuote potrebbero essere immesse sul mercato con conseguente crollo dei prezzi,
  • al crollo del 20,6% delle costruzioni, rispetto allo scorso anno, certificato dall’Istat,

…..si rischia una vera e propria crisi di nervi “immobiliare”.

Ma vediamo cosa comporta esattamente l’IMU:

L’aliquota minima prevista per la prima casa è del 4,8 per mille, mentre per la seconda casa l’aliquota minima è del 7,6 per mille. Se poi si possiede una casa sfitta, l’aliquota può salire fino al 10,6%. Per quanto riguarda le rate, sulla prima casa si può scegliere se pagarla sue tre rate o su due. Per gli altri tipi di immobili è possibile pagare l’aliquota in due rate.

 A Milano si stima che, mentre oggi il gettito Ici è pari a 400 milioni di euro, con la nuova tassa i milanesi pagheranno circa un miliardo di euro. Preoccupa che questa stangata possa significare una ulteriore frenata delle transazioni… nell’ultima Rilevazione dei prezzi degli immobili il trend delle compravendite ha registrato un -26,4% in città, negli ultimi tre anni, e un -36,7% in provincia.Ma la preoccupazione sulla nuova tassa non è solo tema dei proprietari di case, al contrario anche per gli artigiani milanesi si calcola una stangata di 5 milioni di euro!

Tuttavia, agli allarmismi che gridano all’innescarsi di una bolla immobiliare,  si affiancano anche posizioni più caute e appelli alla prudenza, che in certi casi bollano come “inconsistenti, generiche e antistoriche” le oscure,  e forse un po’ azzardate, previsioni del Censis.

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