Un’idea soltanto un’idea…10

E’ appena terminato il Salone del Mobile e probabilmente dovremo aspettare un altro anno perché i riflettori si accendano con favore su eventi, feste e installazioni che rendono tanto attraente e viva la nostra Milano in questa settimana che tutti invocano come esempio di ciò che dovrebbe ispirare anche Expo. Ma una movida sana o degli eventi cool possono prendere vita a Milano all’infuori di questo magico periodo dell’anno? Forse no. E non per mancanza di inventiva o di buona volontà. Non perché i milanesi pensano a lavorare, lavorare solo lavorare, lavorare. Ma perché mancano le infrastrutture. O meglio, ci sono, ma non si vedono.

Ieri sera, come probabilmente molte altre sere, al Forum di Assago sold out per un concerto. Ore 23.55, metropolitana presa d’assalto, migliaia di persone si riversano in stazione per prendere il treno e tornare a casa, che domani sveglia presto. Tra loro anche alcuni genitori con bambini, magari è il loro primo concerto.  

Ore 00.05 circa, dagli altoparlanti una voce segnala che a causa del sovraffollamento delle banchine i tornelli sono chiusi. Ore 00.10 circa arriva dalla direzione opposta un treno vuoto in stazione (Assago Forum è capolinea), dall’altoparlante una voce comunica che i tornelli sono aperti e che dal binario è in partenza l’ultima vettura verso la città. Ovviamente scatta il panico. Corse, spinte, i vagoni sono un carro bestiame che in confronto quando la prendi la mattina e la metro ti sembra piena in realtà sei comodo. Per mia fortuna, pur tra lamenti e anche qualche svenimento di passeggeri, alla fine arrivo a Piola, ma mi chiedo cosa avranno fatto tutti quelli che sono rimasti ad Assago, a 10 km dalla città ma a 10 secoli dalla civiltà, come saranno tornati, in taxi magari, o forse di lì passa qualche autobus.

Mi sento fortunata perché sono riuscita ad essere a casa mia a un orario accettabile, manco fossi una miracolata. Stamane scrivo una mail di reclamo ad ATM:

 “ieri ero ad Assago a mezzanotte circa a seguito di un concerto e segnalo che non è stato assicurato a migliaia di persone un servizio adeguato per rientrare in città. E’ possibile che ATM non capisca che in caso di eventi il servizio va potenziato OLTRE il normale orario di lavoro? Sono certa che gli utenti sarebbero ben felici di pagare anche un sovrapprezzo del biglietto con cui si potrebbero pagare gli straordinari del personale pur di rientrare a casa in sicurezza e a un orario decente.”

 Di seguito la risposta di Atm (che a onor del vero è arrivata in tempi record):
Gentile Signora,
pur esprimendoLe il nostro rammarico per quanto evidenziato, ricordiamo
che in generale ATM intensifica l’esercizio metropolitano per gli eventi
solo su indicazione dell’ente organizzatore, dell’ente titolare degli
spazi o degli enti locali.
Un cordiale saluto,
ATM SPA – Relazione con i Clienti

 La risposta è eloquente. Non è colpa di ATM, e lo posso capire. Ma noi ci meritiamo una Milano in cui nel 2012 enti locali, enti organizzatori di eventi, enti titolari di spazi per eventi e azienda dei trasporti pubblici non dialoghino tra loro? Vogliamo una Milano individualista, in cui ognuno di noi se sceglie di uscire debba prendere l’auto per garantirsi il rientro a casa? Io non credo. Quindi il mio desiderio per Milano nel 2030 (ma possibilmente anche prima)  è oggi molto banale e molto italiano: più organizzazione.

                                                                                                                              >Benedetta

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One response to this post.

  1. Posted by Donatella De Grande on 30 aprile 2012 at 10:35 AM

    Assolutamente d’accordo! Mi è accaduta una cosa simile l’estate scorsa nel cuore di Milano, a San Siro: al termine dell’Aida, a mezzanotte circa, tutto il pubblico si è riversato alla fermata del tram, che ovviamente si è riempito subito. Taxi neanche a parlarne, abbiamo telefonato ma non ce n’erano disponibili. Alla fine sono arrivata in Duomo alle due e mezzo, a casa alle tre. Molta amarezza, soprattutto pensando che per le partite di calcio San Siro è una zona servitissima. Evidentemente il calcio a Milano è considerato molto più della musica, ed è un peccato.

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