Il frutto del peccato (se lo sprechi)

Quante cose si possono fare con una mela? Strudel di mele, torta di mele, tarte tatin, macedonia, mela grattuggiata, mele al forno, mele cotte, frittelle di mele, frullato e molto altro…

E se dalla mela si potesse fare anche un’impresa? Alberto Volcan, ingegnere altoatesino, ha trovato il modo di riciclare i torsoli delle mele e renderli utili a tutti. Volcan ha cominciato a sperimentare la propria intuizione nel 2004, arrivando poi a brevettare un particolare procedimento di essicazione: gli scarti di mela vengono sottoposti a dei trattamenti di essicazione  in modo da bloccarne la fermentazione e lasciarne inalterato il contenuto di zuccheri e di cellulosa, indispensabile per la produzione di carta. Si ottiene così una farina bianca che si presta alla produzione di qualsiasi tipo di articolo cartaceo. Un’applicazione interessante, che ha anche il merito di contribuire ad abbattere i costi di gestione dei rifiuti: gli scarti di mela,  vengono infatti considerati “rifiuto speciale”, una classificazione che ne rende lo smaltimento particolarmente costoso.

Il progetto, chiamato da Volcan  “Cartamela”, acquista un valore ancor maggiore in una regione come il Trentino Alto Adige, che è una delle principali produttrici europee di mele.  Quello che si ricava dai torsoli di mela non si limita alla carta (ribattezzata ‘cartamela’) ma arriva al cuoio, alla colla, a tegole per i tetti, a pavimentazioni  termiche, a farine alimentari per allevamenti. All’invenzione “Cartamela” ha fatto seguito, più di recente, un secondo progetto, sempre basato sul riciclo dei torsoli di mela: si tratta di “Pellemela”, una pelle vegetale che può essere utilizzata al posto della vera pelle, per usi che vanno dall’arredamento alla moda, dalle scarpe e alle borse, con il vantaggio di non essere il risultato dell’uccisione di un animale.

Quindi, come in tutti i buoni casi di riciclo, da un lato si allevia il problema dello spazio, evitando l’accumulo di quintali di spazzatura, dall’altro se ne ricava qualcosa di utile, di equo e solidale: non si abbattono altri alberi per produrre carta, si riduce notevolmente il processo di inquinamento industriale e si dà vita a un prodotto che, essendo fatto con le mele, è per sua natura biodegradabile al 100%.

Essere green significa molto spesso mettere in moto la creatività e cercare soluzioni alternative per fare fronte alle esigenze e ai piccoli problemi di ogni giorno.

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