Il verde che avanza: la crescita silenziosa degli orti in città

Chi avrebbe mai immaginato che, varcata la soglia del terzo millennio, nella capitale italiana del terziario avanzato, dei servizi immateriali e della finanza moderna ci sarebbe stato ancora spazio (fisico, economico e sociale) per la micro-economia agraria? Eppure, una delle tante sorprese che la proteiforme Milano riserva ai suoi osservatori è la costante espansione del fenomeno degli orti urbani.

Milano è stata tra le prime città in Italia a sposare la causa degli orti diffusi, piccoli appezzamenti di verde sottratti alla cementificazione selvaggia in cui riscoprire la dimensione naturalistica del vivere la metropoli e dove coltivare (è proprio il caso di dirlo) su piccola scala i valori salutistici della qualità alimentare e quelli ecologici della filiera corta e dell’agricoltura di prossimità. 

Oltre che a riempire interstizi urbani potenzialmente esposti all’incuria e al degrado, la crescente diffusione di questo modello di reimpiego di aree verdi sottoutilizzate impatta in misura positiva su diversi aspetti del vivere civile, dal risparmio concreto sulla spesa per i consumi alimentari delle famiglie, al rilievo sociale insito nella sollecitazione alla vecchiaia attiva degli anziani o nell’integrazione produttiva di inoccupati e disadattati. Senza trascurare, poi, lo stimolo allo sviluppo di nuova imprenditorialità: esemplare, a tal proposito, è il caso di Claudio Cristofani, architetto e gestore di un sistema di 130 orti in via Chiodi, dove per 360 euro all’anno si possono affittare 75 mq di terreno recintato da mettere a coltura secondo le proprie preferenze (nel canone di locazione è compreso anche il costo dell’acqua irrigua di falda).

Un progetto, questo, destinato a non rimanere isolato, e non solo perché Cristofani ha in animo di replicare il fortunato paradigma anche in zona Lambrate; la proposta è infatti quella di inserire nei Piani Regolatori delle diverse zone della Milano che verrà alcune aree di verde privato da destinare a veri e propri consorzi di proprietari di orti-giardini ben regolamentati e gestiti. Il futuro dell’economia milanese non è mai stato così green.        

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One response to this post.

  1. Posted by Maria Grazia Campari on 24 maggio 2012 at 8:45 AM

    Idea bellissima
    Maria Grazia

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