Un museo tailor-made…

…si chiama «Il Museo che vorrei» e consiste in poche, semplici domande, rigorosamente on line, che il Ministero per i Beni e le Attività culturali ha posto per cogliere il punto di vista dei cittadini sui luoghi pubblici dell’arte e della cultura.

E per produrre -a partire dagli esiti della consultazione- un documento programmatico per eventuali successivi provvedimenti che tengano conto della sensibilità di questi fruitori.

Il questionario, attivo dal 21 novembre al 9 dicembre anche sui canali Twitter e Facebook, ha riscosso nell’arco di una mattinata le risposte di 120 utenti. Di certo più di quanto ci si aspettasse. 

Forse perché davvero agli occhi degli italiani la cultura è libertà e la libertà -insegna Gaber- è in fondo  partecipazione?

 

 

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