Archive for the ‘Shop Scout’ Category

Sperimentare… in pausa pranzo!

“Aficionados della schiscietta” a parte, in ogni ambiente lavorativo milanese che si rispetti, verso le 11.30 scatta il tormentone del: dove andiamo in pausa pranzo?

Da lì si innesca uno spasmodico giro di telefonate, scambi di e-mail e messaggi in chat per raccogliere adesioni, fissare l’orario (che alla fine si concentra sempre intorno alle 13!) e decidere il luogo deputato ad accogliere la comitiva di colleghi affamati e desiderosi di trascorrere una mezz’ora, o poco più, in un ambiente rilassato e piacevole.

La scelta del luogo è sempre la fase più critica perché le variabili da considerare sono molteplici. Il locale dev’essere carino e possibilmente non troppo distante dall’ufficio. Il cibo di qualità e variegato: piatti light per i “sempre a dieta” e godereccio per i “la dieta da domani”. E c’è poi il fattore prezzo che, in periodo di austerity, anche per i privilegiati dotati di buoni pasto, diventa una scriminante fondamentale nella scelta.

Fortunatamente altri giovani volenterosi blogger ci vengono in soccorso, recensendo per noi i ristoranti e i bar che sperimentano nelle loro pause pranzo. Il blog “Dove andiamo in pausa pranzo?” è infatti un ottimo ausilio per avere una descrizione delle esperienze prandiali altrui, nonché una piacevole lettura, divertente e mai banale.

I commenti dei colleghi blogger saranno attendibili? Non resta che testare i locali recensiti e far girare il commercio meneghino!

I tre giorni del condor: perchè per vedere tutto il Fuori Salone ci vorrebbero le ali

Terza tappa, domenica 22.

 Oggi partiamo dal centro città, dai cortili dell’Università Statale, da via Festa del Perdono, per scoprire le installazioni di Legacy, l’evento di Interni, creato da noti progettisti internazionali. (Tra l’altro, Interni propone in edicola una magnifica e completa guida, unico neo il costo 8 euro. Allora vi consigliamo 3 applicazioni per smartphone dedicate al Fuorisalone da scaricare gratuitamente che vi guidano alla ricerca delle istallazioni più belle e degli happening più modaioli, tipo quella realizzata da Thinkfor.it oppure ddndfuorisalone con il calendario degli eventi e Fuorisalone.it con ricerca dettagliata dei brand). Nei suggestivi cortili della Statale si possono ammirare una ventina di installazioni tra cui, se non si è particolarmente suggestionabili, consigliamo di vedere il gigantesco bulbo oculare mobile che reagisce a ciò che lo circonda.

Dalla Statale, in via Larga prendendo il mezzo di superfice 23 (se i mezzi ci mettono tanto approfittate per raccogliere le mille informazioni dalle app o per catalogare le foto) si va verso Lambrate, una delle zone davvero vive e festanti durante il fuorisalone: Lambrate Ventura. E’ questo un distretto molto interessante e attraente che ha la novità di presentare soprattutto giovani stranieri da ogni parte del mondo: dal Cile, dalla Corea, dalla Polonia, dal Messico. Qui sono presenti anche le scuole di design soprattutto quelle del nord Europa. A detta di molti non si può perdere.

Da Lambrate ci spostiamo da tutt’altra parte della città nel distretto di via Tortona (prendendo la metro 2 verde scendendo alla fermata di Porta Genova) che offre molte location e svariate occasioni. E siete fortunati perché solo la domenica è consentito l’accesso al Superstudiopiù dove ci sono una quarantina di mostre e prodotti. Nella zona meritano una visita l’allestimento di Poltrona Frau alla Fondazione Pomodoro in via Solari 35 e poi lo Spazio Ansaldo dove c’è il design cinese e una esposizione della Franke.

 E chi di voi è riuscito ad arrivare fin qui, seguendo i tre giorni di tour, ha diritto a pubblicare un post sul design su questo blog!   

Fuori e dentro Salone, sempre per non andare fuori di melone

Sabato 21. Secondo giorno del nostro itinerario ideale.

Per affrontare in “bellezza” le festa del design, che per antonomasia coniuga senso estetico e funzionalità, vale la pena di approfittare di un’aggiustata al trucco e al parrucco. Sabato 21 all’interno di Excelsior il mega store del lusso a due passi da Duomo c’è l’evento Meet the Expert, con consulenze personalizzate dell’hairstylist e del make-up artist di Aveda, che creeranno acconciature speciali e trucco su misura seguendo le tendenze primavera estate 2012. Chi ha un cuore solidale può approfittare di questa occasione comprando la candela Light the way in edizione limitata, il 100% ricavato verrà devoluto al Global Greengrants Found per finanziare i progetti che garantiscono l’accesso all’acqua potabile nel terzo mondo.

Da lì in metro rossa direzione Rho Pero (attenzione al biglietto che per una fermata non è più urbano, questa settimana sono fioccate le multe) per vedere le ultime tendenze in fatto di mobili, cucine e arredo bagno, perché il “vero design non è solo lampade e cadreghe”, a detta dell’esperto. Ebbene qui consultare il sito ufficiale del Cosmit per scaricare la pianta degli espositori oppure l’app “I Saloni 2012” o l’app “AT casa” della RCSMerita una visita il Salone Satellite dedicato ai talenti under 35 che saranno 750 da tutto il mondo.  Se avete un Iphone vi può aiutare l’app SaloneSatellite2012 “Design Tecnology” che contiene un catalogo ricco di progetti, foto, storia e informazioni con itinerari consigliati. Al Salone Satellite entrate gratuitamente tutti giorni anche con bambini.

Se non siete stanchi dirigetevi in centro fermata Duomo per visitare il distretto di Brera che propone un ricco circuito di showroom aperti al pubblico. Da segnalare il Brera outdoor Village a Palazzo Cusani dove si tiene la notte bianca con eventi speciali. Nella suggestiva cornice dell’Orto Botanico di Brera potrete sorseggiare un aperitivo e ammirare i lampadari in vetro soffiato Barovier & Toso, i marmi intarsiati di Citco dalla raffinatissima lavorazione, gli allestimenti sensoriali di Zaha Hadid e Paola Navone. In Via Pontaccio 8/10 l’installazione “La via del drago d’acqua” dell’architetto cinese Zhang Ke che si ispira al segno del dragone, animale che nella tradizione orientale simboleggia il cambiamento. Per districarsi in questo ginepraio vi consigliamo l’app dedicataBrera Design district” che contiene una  mappa, una lista di showroom, dà la possibilità di scaricare ebook con le informazioni sui luoghi da visitare  e ti geolocalizza in modo da segnalarti i luoghi meritevoli più vicini.

Se non siete tanto stanchi si riprende domani. Comunque, senza consumarvi i piedi,  tutto questo si può fare anche in bici grazie a bikedistrict.org

Tra Salone, salotto, cucina, tinello e Fuori salone. Consigli su itinerari e guide, per non uscire fuori di melone

Milano è al centro del mondo per creatività, idee e innovazione, grazie al Salone internazionale del Mobile e ad un attesissimo e rispettabilissimo Fuori Salone, quest’anno pieno di novità e contenuti. Da mercoledì la città è in moto perpetuo: tra chi si tuffa a capofitto nella fiumana diretta verso la meta cardine, la Fiera di Rho Pero (quest’anno aperta al pubblico anche sabato, oltre che domenica) e chi girovaga con agitazione ed entusiasmo tra i distretti urbani del design: Lambrate Ventura, Brera e Tortona. Dunque, amanti del design, esperti, neofiti e irriducibili modaioli con guida alla mano -con lo sguardo rapido di chi è alla ricerca di qualcosa e occhio sognante di chi ha in mente tante idee da realizzare, comprare, bramare- popolano  mostre, manifestazioni, eventi, feste inaugurali, imbattendosi talvolta, in modo inaspettato, in installazioni sperimentali e visionarie disseminate negli angoli della città.

Diverse sono le proposte e a volte anche troppe, il Cosmit l’ente organizzatore ne conta 21 mila. Le guide, i siti web, le app dedicate sono talmente tante che confondono ancora di più. Allora abbiamo pensato di suggerirvi il nostro itinerario ideale consigliandovi di dividerlo in più giornate per non dire addio ai vostri piedi. Tanto per scaldarvi il primo giorno venerdì 20 si parte dal Castello Sforzesco: le sale Viscontee (metro rossa fermata Cairoli) ospitano la mostra “Ultrabody” con 200 opere tra il surreale e il paradossale dedicato al mix corpo e design aperto fino alle ore 17.30.

 Prendete la metro da Cairoli, cambiate linea in Duomo, prendete la linea gialla e scendete alla fermata Porta Romana, in Piazza Medaglie d’oro, fermatevi alle Terme di Milano nel bellissimo giardino alle 19.00  gustate un aperitivo e  fermatevi ad ammirare le meravigliose istallazioni realizzate dall’artista Patrizia Pozzi nella sua visione dell’outdoor design.  

 Riprendete la metro, ritornate in Cairoli, e dopo una passeggiata romantica o meno romantica -vedete voi- nel parco, fermatevi in Triennale in Viale Alemagna n.6, dove alle ore 20.30, al Teatro dell’Arte, si tiene Design Dance, spettacolo gratuito fino ad esaurimento posti (solo sabato e domenica eventualmente al pomeriggio ore 16.00 anche con bambini), spettacolo di teatro, danza e narrazione con scatenate acrobazie attorno a 400 oggetti icone del design.

Da lì, spostandosi più in centro verso la Pinacoteca Ambrosiana fino alle 23.00 è possibile ammirare la mostra Librocielo con l’installazione dell’artista Attilio Stocchi dedicata alle origini di Milano: in un cammino di luci e suoni i grandi libri della biblioteca dialogano tra loro per far “rivivere” il nostro “sapere universale”.  

Dirigetevi poi verso Palazzo Affari ai Giureconsulti sede della Camera di Commercio di Milano, sempre pronta all’internazionalizzazione, che ospita un villaggio amazzonico e una casa brasileira realizzata da artisti brasiliani.

Fine prima giornata. Si riprende domani. Consigliato pediluvio con sali.   

La primavera addosso

 

E’ ormai assodato che le due vere autentiche stagioni sono l’inverno e l’estate;  la primavera e l’autunno sono soltanto parentesi di breve durata.
A questo diktat – della Natura,  del Fato, dell’Immanente, dei meteorologi – Milano non vuole rassegnarsi e la sua primavera se la crea e se la  gode comunque.
Scrutiamo i suoi negozi e i suoi esercizi: trionfi floreali ovunque!

Nelle vetrine di 120% lino abiti a fiori gialli e fucsia si affacciano sul Corso Garibaldi. Appena di fronte Gli Ori di Bologna offre variopinti  bijou  con fogge floreali così ben fatti che entrare in negozio sembra quasi smarrirsi in un giardino primordiale. Superata la Porta Garibaldi, percorrendo Via Maroncelli, non si possono non ammirare le creazioni artigiane dell’Arzigogolo: le sapienti mani della proprietaria confezionano collane, bracciali ma anche borse e gonne con i fiori che sono il leit motiv dominante.
Sempre sulla stessa via,  Agatha Ruiz de la Prada propone e reinventa i  temi floreali stilizzando delle meravigliose ninfee pure sui caschi da motociclista.
E per vivere un’eterna primavera dell’anima non hanno uguali le degustazioni enologiche dal Fioraio Bianchi di Via Montebello, tra orchidee esotiche, romantiche peonie e sempreverdi ortensie.
Così come non hanno uguali le candide camelie di Coco Chanel che sigillano i preziosi pacchetti dei più assidui frequentatori del Quadrilatero.
 
Nella Milano che viviamo e che amiamo immaginare possono esistere anche le mezze stagioni!

Se bello vuoi apparir un pochino devi soffrir

“Morbido, soffice e lungo piumino, dove vai? No, nell’armadio no…aspetta un po’, non è tempo di cambio di stagione. E poi non sono ancora pronta ad alleggerire gli abiti, non tanto per il freddo, quanto perché tu ampio e avvolgente mi proteggi, nascondendo la realtà.”

 In primavera ci vestiamo più leggeri, ma è li che spunta, disseminata lungo il corpo, la dura verità: l‘inverno ci ha regalato nuove maniglie dell’amore, cosciotti più torniti e flaccide bracciotte che tradiscono nel proibitivo movimento “sale e pepe”. Eh già, non siamo mai pronti per la prova costume!

E allora ognuno trova il suo rimedio: c’è chi si butta a capofitto in letture di libri complicati, altrimenti invendibili e illeggibili, che ora schizzano in cima alle classifiche. E giù tutti a discettare di indici glicemici, di piramidi alimentari e di metabolismo basale. C’è chi non mangia più pane, chi non mangia più carboidarti in generale, c’è chi non mangia più. Si sentono domande come “Ma i vegetali sono carboidrati o no?” Si parla di “Dieta Dukan” (per proteinomani), di “Zona” (per precisini) e di “Montignac” (nata per curare i diabetici). E in questa stagione l’argomento “dieta” è un po’ come la meteorologia o come il calcio per l’italiano medio: ha una forte capacità di aggregare le persone (e l’esperto in cure dimagranti risulta sempre più interessante nel gruppo e non rischia l’asocialità, neanche quando ha l’alito cattivo dato dalla tipica chetosi da dieta).

C’è chi poi nella speranza di dimagrire, ma anche di incontrare modelle, showgirl ed ex igieniste dentali, frequenta assiduamente le palestre più cool della città. C’è chi si sottopone a stressanti sedute di G.A.G, power balance, total body workout e suda a ritmo di zumba. C’è poi chi per buttare giù la pancetta organizza tornei di calcetto, match di tennis, sfide “alla bandierina” e gare di lancio di fresbee: gli “sportivetti” della domenica, certamente incriccati al lunedi. Le signore più chic, per le quali sudare non è elegante opteranno per un sano ciclo di massaggi drenanti, liftanti, rassodanti, sgonfianti (neanche fossero bambole di gomma).

 Sarà forse per questo che a Milano si stanno diffondendo una serie di attività commerciali orientate alla salute, al benessere, alla cura del corpo attraverso l’alimentazione sana. Ed ecco che alcuni negozi, nati magari con altri scopi merceologici, differenziano l’offerta dei prodotti proponendo cibi salutistici. E’ il caso della cremeria-gelateria Krem, nella centralissima Via Meravigli, che offre beveroni di passato di verdura e che tortura, mammamia, quando di fianco ai beveroni hai file di invitanti vaschette di gelato alla nocciola e pistacchio. C’è chi ha trovato una nuova idea imprenditoriale trasformando gli ormai obsoleti “Superpolo” dei surgelati in oasi del cibo sano e dietetico: luoghi dove trovare le ricche e nutrienti alghe giapponesi, il salutare e insipido seitan, il tofu vero toccasana per contrastare grassi, trigliceridi e colesterolo. Sta poi prendendo piede anche un’altra formula commerciale, quella delle zuppe da passeggio: Soupercups che vende la “zuppa del futuro” partendo dal più antico dei brocardi “Mens sana in corpore sano”. Aldo Coppola, il parrucchiere più trendy della città, oltre a curarsi dell’aspetto estetico delle teste delle donne prende a cuore anche il resto del corpo: con la formula “Time to detox – love your self” propone un trattamento (non per tutti i portafogli) basato su piatti e alimenti antiossidanti, attraverso ricette di  antiche tradizioni orientali, recapitati direttamente a domicilio per 10 giorni per rigenerare il corpo dalle tossine, con effetti psicofisici, estetici ed energetici.  Infine proprio ultimamente è sbarcato a Milano Eatitaly, nato dall’idea di un giovane imprenditore di Cuneo con la fissa della qualità del cibo Made in Italy ha creato in varie città d’Italia e ora anche a Milano veri templi della cultura del cibo.

 Ok, abbiamo tutti gli strumenti ora per – come si dice – “mettersi a dieta di lunedì”.  Ah ma …lunedì è Lunedì dell’Angelo e non possiamo di certo non rispettare le feste onorandole con una bella mangiata di agnello, capretto, uova benedette e cardoncelli, colomba farcita accompagnata con il classico uovo di cioccolato, fondente, al latte, alle nocciole o come ve pare. Allora sai che c’è? Iniziamo da martedì che poi si vedrà. La salute è il primo dovere della vita diceva un lucido e stranamente poco ironico Oscar Wilde. Ma la salute vien mangiando… allora Buona Pasqua a tutti!

I mercati rionali: that’s glocal!

Nell’epoca dei mall virtuali e degli acquisti in rete, dei voli low cost che rendono persino conveniente andare a fare shopping a New York sfruttando i tassi favorevoli o mettersi in coda da Harrod’s in periodo di saldi strepitosi, nulla scalfisce il posizionamento dei mercati rionali.
 
Animano le aree della nostra Città metropolitana con appuntamenti a cadenza fissa che sono un vero e proprio rito: c’è chi anticipa l’uscita al mattino per poter acquistare frutta  e verdura o anche per scovare articoli di pregio a prezzi ribassati; c’è chi  fa un salto in pausa pranzo e si accontenta di scovare nei banchi già razziati; c’è chi attraversa la Città per cogliere le migliori occasioni. Sono una fotografia animata della gerarchia sociale del nostro mondo.

Al mercato di Via Fauchè ci sono le bancarelle popolari e ci sono gli imperdibili  banchi/boutique del cachemire o delle scarpe dove il pezzo minimo non quota meno di 200 euro. Il mercato di Via San Marco è un cameo: pochi banchi e accessibilità limitata per i prezzi. Quello di Largo V°  Alpini lo si gira in quattr’e quattr’otto ed è perfetto per chi ha i minuti contati.  Il mercato di Viale Papiniano è un crogiuolo di uomini, donne, merci, colori che donano una dimensione umana a questa città. Così come il mercato di via Benedetto Marcello, così addossato alla via più commerciale di Milano che nemmeno si intuisce dove finisce l’una e dove inizi Corso Buenos Aires. Da non perdere il mercato di Via Borsieri che propone specialità gastronomiche regionali per tutte le tasche. E per chi vive a Milano, e non solo, non può passare inosservato il mercato del sabato di Via Valvassori Peroni – zona Lambrate – che riesce davvero a soddisfare il bisogno dei consumatori di ogni tipo e dove il consumatore/attento osservatore  può cogliere tutta la poliedrica anima di questa Città. Proiettata nel mondo e pur custode di riti tradizionali.
 
Gli illuminati direbbero: questo è il glocal. E se Milano continuerà ad essere città glocal, sopravviverà ben oltre il 2030. E allora lunga vita a Milano e ai suoi caleidoscopici mercati rionali.