Posts Tagged ‘decreto DigItalia’

Chi ben comincia… parte seconda

Un paio di mesi fa ci siamo chiesti in tema di agenda digitale se “chi ben comincia è già a metà dell’opera”. La risposta, oggi, sarebbe sì.

Nei giorni scorsi, infatti, il governo ha avviato il lavoro di 6 gruppi che dovranno individuare priorità, ostacoli e copertura finanziaria dei progetti da inserire nel decreto DigItalia, atteso per il mese di giugno.

Quali sono questi gruppi che dovranno in sostanza definire la strategia italiana per recepire gli obiettivi dell’Agenda digitale europea?

1) Infrastrutture e sicurezza. L’ Agenda digitale europea prevede per tutti i cittadini la banda larga entro il 2013 e quella veloce entro il 2020. È necessario reperire i 400 milioni di euro necessari per completare il piano nazionale banda larga al Centronord, mentre per le otto regioni del Sud sono già state recuperate le risorse necessarie per azzerare il divario digitale. I dati disponibili dicono che la realizzazione del piano nazionale ha dato e darà occupazione a 8 mila persone, aprendo 3.600 cantieri.

2) E-commerce. Qui si punta entro il 2015 ad indurre un italiano su due a fare acquisti su Internet a  e a sviluppare il servizio per il 33% delle piccole e medie imprese tramite una politica fiscale mirata.

3) E-Government. In questo ambito gli obiettivi da centrare sono: la diffusione e la piena applicazione dell’e-gov da parte delle amministrazioni centrali e locali, il completamento delle digitalizzazioni in corso (giustizia, sanità, scuola) e la messa a punto di un sistema che faccia parlare tra di loro le diverse amministrazioni permettendo ai cittadini di completare l’intero iter di un documento online (dai pagamenti alla firma digitale).

4) Alfabetizzazione informatica delle famiglie tramite gli studenti. Se il 93% dei ragazzi naviga ogni giorno e gli studenti sono circa 9 milioni, si stima che possano arrivare a coinvolgere nel processo circa 29 milioni di persone a partire dal proprio ambiente familiare.

5) Ricerca e innovazione. Qui l’obiettivo è sfruttare la digitalizzazione come leva di innovazione nei comparti tradizionali. Si punta a stimolare un maggiore investimento privato nel settore ICT attraverso gli strumenti del credito di imposta, la finanziarizzazione dell’intervento pubblico e la definizione di meccanismi che aumentino la partecipazione ai programmi europei di R&S.

6) Smart communities. Ovvero realizzare le infrastrutture intangibili necessarie per la realizzazione dei progetti che hanno come obiettivo il miglioramento della vita dei cittadini.

Dunque, si è partiti con il piede giusto. Ora non resta che aspettare e… monitorare l’opera!

Annunci