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Io IoTto, Tu IoTti

Capita sempre più di frequente di sentire parlare di come l’Internet of Things (IoT) cambierà radicalmente la progettazione e l’erogazione di servizi per i cittadini come anche per e da parte delle società private e delle aziende pubbliche.
Ma cos’è lo IoT? Si può parlare di IoT quando oggetti fisici sono in grado di connettersi in rete per rilasciare dati ed informazioni aggiornate automaticamente e in tempo reale in base alla situazione. Qualche esempio concreto? I pneumatici che informano direttamente delle loro condizioni rispetto all’asfalto (molto utili a Roma la scorsa settimana…); un antifurto in grado di riconoscere il proprietario ed aprirgli automaticamente la porta di casa o dell’auto senza bisogno di chiavi; poter cercare su Google gli occhiali smarriti (applicazione che avrà un successo planetario); avere un frigorifero che quando sta per svuotarsi provvede autonomamente ad ordinare la spesa al supermercato.

Nonostante l’interesse e la curiosità sul tema dell’IoT aumentino costantemente, non c’è ancora una definizione unanimemente condivisa, nè risposta sui vantaggi derivanti dall’IoT , sulla sostenibilità dei progetti in essere e così via. Un importante esercizio è in fase di finalizzazione da parte dell’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano che a breve presenterà i risultati di una ricerca in cui come prima cosa si sono individuati gli ambiti che possono beneficiare dell’Internet of Things.
 
Il primo è quello relativo alle Smart City. Le opportunità rese possibili dall’Internet delle cose vanno dalla possibilità di gestire le priorità semaforiche sulla base del reale stato del traffico all’illuminazione stradale basata sul livello di luminosità, dal monitoraggio dei parametri ambientali alla raccolta dei rifiuti sulla base del livello di riempimento dei cassonetti, solo per citare alcuni esempi. Il secondo riguarda le applicazioni di Smart Metering & Smart Grid finalizzate a gestire in maniera più efficiente ed efficace la rete elettrica (ad esempio tramite l’integrazione nell’attuale rete di quote di produzione distribuita derivante da fonti rinnovabili), del gas ed idrica (ad esempio, tramite l’individuazione di perdite della rete). Un terzo settore sono gli edifici intelligenti, con applicazioni all’interno della casa (Smart Home) e più in generale degli edifici residenziali, commerciali e industriali (Smart Building).

E infine l’Internet of Things ha ampie potenzialità nel supportare i processi logistici e di trasporto, garantendo la tracciabilità dei prodotti lungo tutta la filiera, il monitoraggio delle condizioni di conservazione dei prodotti e consentendo di ottimizzare la gestione delle flotte di automezzi. Ma anche il trasporto privato potrebbe trarvi beneficio: ad esempio potendo calcolare il percorso più veloce sulla base del reale stato del traffico.

Insomma questo IoT sembra proprio qualcosa che da qui al 2030 potrebbe cambiare le città, potrebbe cambiarci la vita…potrebbe cambiare anche noi?!

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